Breve guida alle foto moda 2016

Il mondo di Instagram sembra essere una splendida dimensione parallela, nel quale tutti sono felici, mangiano a più non posso cornetti e pancake (con frutti rossi e panna però, ché la Nutella non è fotogenica) e nessuno ingrassa.

Una volta carpiti i segreti dagli influencer veri, quelli che fanno i big money e sanno come lavorare bene sul web (ad esempio, leggendo gli ebook di Marko), tu pensi di sapere già tutto, di fare belle foto, usare gli hashtag giusti, pubblicare alle ore migliori, interagire con gli altri utenti e spaccare l’Instagram. E invece no.

Perché, inspiegabilmente, non tutto piace al tuo pubblico. Perché ci sono foto moda, e foto che inspiegabilmente destano lo stesso interesse del tuo coinquilino che va a buttare la spazzatura.

A volte, le differenze sono sottili. Tu sei convinto di avere per le mani una foto di sicuro successo, e invece no. Dopo un’attenta analisi, ho elaborato una completa serie di esempi che possono aiutarti a discernere tra una foto di sicuro successo e una di totale flop, per un 2016 da top del shogno.

Cominciamo con i pattern:

#Patternfood, sì;

#Patternbook, NO. Niente, mi sembravano carini, ma no, non lo fate amici.

A seguire, ritratti:

Scusate, ho finito i cieli azzurri. Foto di @antoniosparta. Buon pomeriggio ❣

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Ritratto di ragazza carina, cioè me, sì;

Ritratto di ragazzo con cappellino e zainetto, no, assolutamente no.

Elementi urbani:

Vicoletto, assolutamente sì;

Zone archeologiche nel centro della vostra città (qui Roma), no, non piace tanto.

Mercato:

Siccome io il tavolo figo non ce l'ho, so' dovuta anda' al mercato. Io. Al mercato. Roba che pensavo che i polli nascessero da Amadori. Detto ciò, manca un mese a Natale e una settimana all'avvento del vero messia, cioè io. Io amo il Natale, sono così entusiasta che correrei nuda per le strade tirando manciate di glitter in faccia ai passanti. Talmente entusiasta che a pilates ho messo la compilation natalizia con grandi classici come Merry Christmas dei Ramones e Christmas At The Zoo dei Flaming Lips. Immancabile Mariah Carey. I miei allievi non sembravano così entusiasti. Peccato che io lo aspetto un anno il Natale e mo' lo porto avanti fino a febbraio. #lifeandthyme #livethelittlethings #flashesofdelight #feedfeed #mycommontable #gatheringslikethese #verilymoment #theartofslowliving #tv_living

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Punto di ripresa dall’alto e con frutta arancione e rossa, sì;

#todayimet sto cavolo mi verrebbe voglia di dire, così tanto per dare fastidio. Invece parlo di altro: di questi instameet che oggi ricorrono tutti insieme e mi ricordano che ci sono persone lontane fisicamente, ma che stringo a me come fossero il giubbotto che ho addosso. I siciliani su tutti. Di questo @instagram che mi ha permesso di conoscerli. Di questi @igerslatina e @igerslazio che mi hanno accolto e dato l'opportunità di salutare dal vivo Gabriele @gaguarin, ragazzo modesto, riservato e subito alla mano. Ti devo una foto Gabri. Di questa sindrome premestruale per cui oggi vi amo tutti e stasera sicuro piango un po', già domani voglio rade al suolo mezza Italia con le sole armate gialle. #WWIM12 #WWIM12lazio #RivieraPontina #sperlonga_Lt #igerslazio #igerslatina

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Frontale e con presenza umana, no.

Still life:

A u t u m n 🍂 #ayellowmark #simonestagram #rainbowchange

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Con letterine dello Scarabeo e foglie morte raccolte per strada nella notte, nel timore di essere visti da qualcuno e presi per pazzi, sì;

Con lucine dell’albero di Natale e lavoro amanuense di due giorni, no.

Anziani:

{ "Cummari… Ma oggi chi cucini?? 😕" } #NONNIITALIANI #2015wp40 #Igersitalia #Sicilia

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Vecchiette che discorrono davanti al mare mostrando le caviglie, sì;

{ Mbare ma ciu facisti l'aggiornamentu ndo telefunu?? #IOS9 📱} #notmynonni #Sicilia

A post shared by Antonio Spartà (@antoniosparta) on

Vecchietti alla fermata dell’autobus perfettamente coperti, no.

Foto in vacanza:

Tu in spiaggia in costume che reggi una stella marina, sì;

Ho imparato ad amare il silenzio, a conoscere il cielo e la terra, la notte e le stelle. Ho imparato a vedere col cuore, assaggiare le gocce di rugiada e la pioggia sul viso, aspettare i primi raggi del mattino come il regalo di un nuovo giorno e di un nuovo destino. Viaggiare mi ha aiutato tanto, mi ha insegnato a capire chi sono, mi ha insegnato ad avere rispetto per le leggi del tempo. Ho imparato ad attendere ed è stata una delle conquiste più grandi: l'alba, il tramonto, la partenza, il ritorno. Ho imparato che le attese non sono vuoti da riempire ma spazi pieni di aspettative. E così una coperta è tutto quello di cui ho bisogno per contemplare un'alba, perché voglio essere cittadina del mondo e non viaggiatrice. @sveziagram #westsweden #sveziaovest • ph. @ilarysgrill

A post shared by Nunzia Cillo ✍🏼📷 (@nunziacillo) on

Tu avvolta in una coperta a contemplare la natura alle prime luci dell’alba tra la foschia, no.

Voglio lasciarvi così, con il mistero di come due foto, apparentemente simili ed ugualmente belle, possano ricevere un tale trattamento differenziato nella galleria della stessa persona. I cervelloni tirano in ballo cose tipo il ranking; io, che di queste cose non capisco molto, penso ai trend del momento, alla famoso detto “tira più un pdf che un carro di buoi” e ad altri complotti vari ed eventuali.

 

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