L’amore ai tempi di Trump

Nei periodi di guerre civili o forti contrasti politici, l’amore diventa una cosa ancor più complessa e difficile del normale. Quello che i pacifisti (e William Shakespeare, poverino) non hanno capito, infatti, è che non puoi fare l’amore e non la guerra quando reputi il tuo nemico un completo deficiente.


Per le persone con un forte senso civico e interesse politico, per nulla o poco dominate da sentimenti irrazionali, tra le quali mi pregio di annoverare me stessa, le regole dell’attrazione sono governate anche dalla condivisione dei medesimi valori morali, etici e politici; per quelle che si considerano detentrici di verità assoluta, tra le quali pure mi ascrivo ma con ben minore orgoglio, la mancata condivisione di tali valori può portare solo a considerare un completo imbecille la persona che si ha davanti. Naturalmente, non si tratta di una considerazione manifesta e razionale, perché pure noi abbiamo letto la pagina Wikiquote di Voltaire; ma l’attrazione è scemata, stroncata sul nascere, non c’è alcuna speranza di un coinvolgimento da parte nostra, nemmeno se davanti abbiamo David Beckham. Va bene, non è del tutto vero, ma le probabilità di incontrare David sono rarissime.

In Italia, fino a qualche anno, fa la situazione era drammatica. Berlusconi divideva il paese in due parti uguali ed ugualmente agguerrite. I berlusconiani erano dappertutto, erano i colleghi di università fighi, i compagni di palestra, gli amici degli amici; un rischio costante e continuo, che ti costringeva a giorni di stalking su Facebook prima di formarti un’opinione su una persona. La situazione di disagio è ben esplicata dalla storia mai nata tra Alessandro e Arianna di Boris, in questo divertente ma desolante video. Se non avete mai visto Boris, non possiamo continuare ad essere amici.

Adesso va un po’ meglio: nessuno al di sotto degli ottant’anni sostiene di votare per Berlusconi, i grillini sono problematici ma non tutti così fanatici, per incontrare un elettore di Salvini da Roma in giù devi essere davvero sfortunato, Renzi è un fanfarone ma non è un delinquente e, soprattutto, gli elettori del PD sono geneticamente incapaci di perpetrare alcun culto della personalità. Insomma, non si può dire che il dibattito politico sia talmente sereno ed elevato da poter ammettere l’esistenza di opinioni diverse dalla propria ma comunque non stupide, però va meglio, decisamente.

Penso, tuttavia, ai nostri amici americani. Ispiratori di tante sit-com esilaranti e della letteratura del self made man, nonché elettori di Barack Obama, meritano sicuramente di essere felici per questi e molti  altri importanti motivi; ma se noi, da fuori, speriamo di non dover mai vivere in un mondo dove Trump è presidente degli Stati Uniti, non oso immaginare cosa sia vivere in un luogo dove questi conduce una campagna elettorale, e rischia pure di vincere.

In un paese già manicheo, in questo momento l’aria deve essere irrespirabile. Immagino che i locali di fast food siano divisi in due, e che i repubblicani e i democratici occupino rispettivamente la destra e la sinistra di ogni salone, senza venire mai a contatto fra loro. Gli approcci nei pub, che abbiamo più volte visto e invidiato in HIMYM, avverranno solo tra persone della stessa fazione. Samantha di Sex and The City sarà costretta a scambiare due chiacchiere con il suo aspirante partner prima di copulare nel bagno del bar nel quale l’ha conosciuto. Alcuni elettori democratici a un certo punto vorranno votare i repubblicani per avere maggior libertà di acquistare un’arma per sterminare gli elettori di Trump. Gli elettori repubblicani che non vogliono votare Trump svilupperanno una personalità bipolare come in “Psycho” e uccideranno donne e immigrati guardando Woody Allen.

Io vi auguro il meglio, amici americani. Vi voglio un bene immenso anche se non siete un popolo del tutto normale, e quindi spero per voi che questa guerra civile finisca con la vittoria di Hillary. Che torniate a rappresentare il nostro modello di democrazia e di liberazione sessuale. Perché se riuscite a superare questa prova, davvero potremo credere che l’amore vincerà sempre sull’invidia e sull’odio (cit.). E sulla paura.

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